Il piccolo borgo si sviluppa ai lati della via principale che, uscendo da paese, prosegue come sentiero verso la località Al Santo-Canevara. Come Bergiola, anch’esso si affaccia sulla pianura dal versante meridionale del Monte Brugiana.
A Bargana è possibile osservare alcune case antiche, interessanti per la loro struttura, i materiali e le tecniche costruttive. Questi edifici sono esempi tipici di Architettura Vernacolare, diffusi nella maggior parte dei paesi della montagna massese. Al centro dell’abitato, una piazzetta dominata dal piccolo Oratorio di S. Rocco.
Come la maggior parte delle aree collinari/montane, anche questa fu di certo frequentata in tempi remoti, anche se le prime notizie certe risalgono all’Alto Medioevo periodo in cui la nostra zona è abitata da popolazioni germaniche di cui resta traccia nei numerosi toponimi sia nella zona di Mirteto che nella vicina Bergiola. Bargana sembra derivare dal latino Barga, capanna. La sua storia è legata a quella di Bergiola, che dista appena 600 metri, e costituiva il principale nucleo abitato nei secoli del Medioevo.
A partire dal 1174, e sino ai secoli XIV-XV, si hanno notizie del villaggio di Bergiola che insieme a Bargana, gravitava nell’area della corte di Lavacchio, ricordata nei documenti sin dal 963. Bargana è ricordata anche in un contratto di vendita del 1225, tra i beni ceduti dalla marchesana di Massa Donnicella Benedetta e posti in comune di S. Vitale.
Nei secoli centrali del Medioevo, i due villaggi erano formati da case sparse (37 a Bergiola e 17 a Bargana) in muratura e tetto a piastre. Nei dintorni si erano sviluppati poi altri nuclei abitati, oggi scomparsi, formati da poche case, capanne e altre strutture indispensabili alla semplice economia agricolo-pastorale del villaggio (come si legge nei Libri delle Gabelle del 1399-1401: “dal 20 maggio al 10 giugno circa gli abitanti delle vicinie di Bergiola e Bargana portavano le greggi all’alpeggio nei monti di Antona e, più spesso, in Garfagnana”).
Ancora oggi molti dei sentieri armentizi sono percorribili e come centinaia di anni fa collegano tra di loro i borghi interni della Valle del Frigido.
Luoghi di interesse
Oratorio S. Rocco (S. Antonio): situato nella piazzetta del paese, alla struttura si accede attraverso un semplice portale in marmo con architrave recante l’iscrizione: “Il Capitano Francesco di G. Battista di Giovanni Jacopetti ha fatto fare questa opera per sua devozione. A.D. DCLXI”.
Come si raggiunge in auto: in automobile, in 10 minuti dal centro di Massa. Da Largo Matteotti città dirigersi verso Viale Trieste e proseguire in direzione Carrara. Oltrepassato il Ponte della Foce, proseguire su Via Foce. In località Ortola, nei pressi della Farmacia, svoltare a destra su Via Frangola e poi a sinistra su Via Bergiola. Proseguire su questa strada. Due km dopo Lavacchio, si arriva a Bargana risalendo una viuzza sulla destra della carrabile. Distanza circa 5 km
Bibliografia:
C.A. DEL GIUDICE, Toponomastica della Valle del Frigido, Aedes Muratoriana, Modena, 1992.
S. GIAMPAOLI, Paesi della montagna massese. Note per il recupero del patrimonio edilizio, Assessorato all’istruzione e cultura-Comune, Massa 1988.
F. LEVEROTTI, Massa di Lunigiana alla fine del Trecento. Ambiente, insediamenti, paesaggio, Tipografia Grafica Apuana – ETS, Massa-Pisa, 2001.
Testi tratti da:
ANTONELLA AURORA MANFREDI, https://terredelfrigido.comune.massa.ms.it/