Casania è un piccolo borgo di origine medievale, all’interno della vallata del torrente Renara, affluente del Frigido. Freschi boschi ricoprono i rilievi e la vegetazione mediterranea lascia il posto a quella appenninica (castagni, carpini). La Primavera è il periodo migliore per osservare la ricca vegetazione spontanea, in particolare alcune specie endemiche tra cui la delicata Santolina (santolina leucantha).
Il borgo è ubicato in zona mineraria, pertanto fu l’estrazione dei minerali a favorirne lo sviluppo. Rimangono nei dintorni alcune miniere in galleria oggi in fase di recupero.
Come nella maggior parte dei paesi della montagna massese e carrarese, anche a Casania la produzione di lardo era una tradizione familiare, tramandata da padre in figlio, così come la conca da lardo in marmo bianco dei Canaloni, di cui a Casania restano alcuni interessanti esempi.
Insieme a Gronda, Redicesi e Guadine Casania era una delle quattro “ville dei canali” ubicate nella Val di Cortecia, oggi Val di Renana. Le caratteristiche urbanistiche dell’odierno insediamento confermano la sua antica origine sia nell’impianto sia nella presenza di interessanti esempi di architettura vernacolare, cronologicamente collocabili tra XIV-XVI secolo. La località, il cui toponimo deriva da Casula, ossia tugurio, habitaculum agrestis, era nota sin dal secolo XIV per la presenza di una fabbrica di ferro e di miniere. La presenza della “fabrica de fero”, documentata anche al 1525, favorì un nuovo sviluppo urbanistico tra la fine del secolo XV e gli inizi del XVI. Nel secolo XIX, lo sviluppo dell’attività estrattiva, consentì il ripopolamento dell’area montana e la ripresa edilizia nei paesi, dove nel 1848 si registravano 115 case abitate, in maggior parte ubicate a Casania, insediamento favorito da una migliore posizione orografica, più aperta e soleggiata rispetto agli altri nuclei della vallata.
L’antico borgo di Casania, come quasi tutti i paesi della montagna massese, era caratterizzato da un tessuto edilizio formato dalle tipiche case torri, in gran parte ancora esistenti agli inizi del sec. XIX, come rilevabile dal Libro Possessori e Partite e dalla Tavola delle Stime (Archivio Stato di Massa). Le case-torri sono caratterizzare da uno sviluppo verticale dei vani, in genere di limitata superficie, sovrapposti su 3-4 livelli.
Tra le emergenze architettoniche, da segnalare anche un edificio diroccato accanto alla chiesa che era sede di una fabbrica di cappelli nel XIX secolo. Dell’architettura si è conservata la bella facciata caratterizzata da decorazioni a sgraffito, ossia incise con una particolare tecnica molto utilizzata nella zona di Massa sin dal XV secolo.
Il sentimento religioso che animò nei secoli passati la vita quotidiana dei borghi montani accompagnò gli uomini lungo le strade e nei luoghi di lavoro, come memoria e conforto. Una nutrita testimonianza di questo sentire rimane impressa ancora oggi, con una profonda valenza sociale, all’interno di numerosi paesi dell’entroterra massese. Seguendo una sorta di itinerario lungo le vie del paese di Casania, potremo osservare alcune icone marmoree raffiguranti una Visitazione della Madonna, i Santi Filippo e Giacomo (titolari di Casania) e altre due icone con S. Antonio e una Madonna.
Il borgo e i vicini sentieri sono fortemente caratterizzati dall’uso della pietra, murata a secco o con malta di terra e calce, cosicché tutto il paesaggio antropizzato assume una diffusa uniformità, ancora in equilibrio con il paesaggio naturale della vallata.
Come si raggiunge in auto: da Massa, Via Bassa Tambura in direzione monti, seguendo le indicazioni per Resceto. La strada costeggia il torrente Renara e appena passato l’abitato di Guadine, sulla sinistra si trova una diramazione che dopo poche curve arriva alle porte del paese. Una splendida veduta sull’arco delle Apuane accoglie i visitatori che troveranno un agevole parcheggio all’ombra di castagni. Distanza circa km 7.
Testi tratti da:
ANTONELLA AURORA MANFREDI, https://terredelfrigido.comune.massa.ms.it/