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IL CENTRO STORICO E I MUSEI

Massa e il suo territorio

Sorta lungo la via consolare Aemilia Scauri, che da Pisa conduceva a Luni, Massa resta a lungo sotto la Signoria dei Marchesi Malaspina e diviene nel XVI secolo Massa Cybea, dal nome della casata genovese che successe ai Malaspina; nell’800, dopo l’annessione al Ducato di Modena, venne indicata come Massa Ducale.

Anticamente detta anche Massa di Carrara o Mazza, la città è situata in una conca naturale incastonata tra le Alpi Apuane e deriva il proprio nome da quello utilizzato nel basso impero per definire un grande fondo agricolo. Ha una storia che si perde nei secoli, anche se probabilmente conosce il periodo di massimo splendore nel Medioevo. Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale all’882.

Il passaggio assieme a Carrara sotto i Malaspina (1442) e poi i Cybo Malaspina (1553) portò ad un importante rinnovamento urbanistico che raggiunse il suo punto massimo e definitivo grazie a Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone, che con il titolo di granduchessa (1809), ebbe il governo della Toscana annessa all’Impero francese.

Fra i luoghi di interesse nel centro storico ricordiamo:

Piazza Aranci

I cenni storici dedicati alla piazza, cuore della città, risalgono all’epoca medievale, quando nel centro era ospitata l’antica chiesa di San Pietro. Crollata nel 1671, la chiesa venne ricostruita tra il 1697 e il 1701. La posizione di San Pietro ostacolava però la visuale sul Palazzo Ducale; per questo motivo, nel 1807, su decisione di Elisa Baciocchi sorella di Napoleone e duchessa di Massa, fu demolita. La piazza acquisì una maggiore ariosità e fu denominata piazza Grande; fu abbellita e trasformata con una doppia fila di alberi di arancio che tutt’ora circondano il centro su tre lati, da qui il nome definito.

L’obelisco e le fontane che adornano la piazza risalgono al 1853, mentre i quattro leoni marmorei ai piedi del monumento, opera di Giovanni Isola, sono stati aggiunti nel 1870. La piazza ha una storia significativa, soprattutto durante la Grande Guerra, quando fu utilizzata come rifugio antiaereo. In quell’epoca, vennero scavati rifugi sotterranei ai quattro angoli della piazza, e durante i lavori furono scoperti i resti della vecchia Pieve di San Pietro e del cimitero adiacente. Sono stati Inoltre rinvenuti i resti di due edifici più antichi, probabilmente tardo-medievali della stessa chiesa. La piazza è dominata dalla facciata del Palazzo Ducale, residenza signorile della famiglia Cybo-Malaspina.

Palazzo Ducale

Tra le bellezze che caratterizzano Piazza Aranci, il Palazzo Ducale, fondato dal principe Alberico I Cybo-Malaspina, rappresenta uno tra i monumenti più imponenti della città. Lo scopo della sua costruzione era quello di conferire alla città prestigio e bellezza, in grado di competere con i principati rinascimentali italiani. La sua fondazione risale tra il 1567 e il 1570, periodo in cui fu edificato il primo nucleo del Palazzo. Nel corso degli anni la residenza ha subito diverse modifiche.

Il successore di Alberico, Carlo I, in onore della grandiosità della famiglia di sua moglie Veronica Cybo, decise di creare all’interno del palazzo un salone da ricevimento. Ampliò quindi l’edificio con il Salone degli Svizzeri. Questo comportò lo spostamento del portone d’ingresso. Alberico II, successore di Carlo I, continuò ad ampliare la reggia costruendo una terza loggia, realizzata intorno al 1670 da Giovanni Francesco Bergamini. L’ala infatti ancora oggi rappresenta un esempio di cortile cinquecentesco. Teresa Pamphilj, moglie del duca Carlo II, decise poi di adornare il complesso con 100 colonne di marmo che diedero uno stile disomogeneo al palazzo. Fu così incaricato Alessandro Bergamini per armonizzarne la facciata principale inspirandosi ai palazzi romani barocchi. L’idea ingegnosa dell’architetto fu quella di mascherare le asimmetrie del Palazzo con l’utilizzo di colori contrastanti: il rosso cybeo e il bianco dei marmi.

All’interno del cortile del palazzo, nascosto da occhi indiscreti, è presente il Grottesco o Grotta del Nettuno, un luogo suggestivo volutamente ricoperto di incrostazioni calcaree per ricreare l’ambiente di una grotta marina sommersa. L’ingresso è decorato con due satiri marmorei, mentre all’interno la statua del dio del mare emerge dalle onde su tre delfini in marmo di Carrara. Le due stanze adiacenti alla grotta sono invece decorate con affreschi realizzati da Stefano Lemmi nel 1702. Nelle volte, suggestive tanto quanto l’intera grotta, sono raffigurate Le manifestazioni dell’ingegno umano e La glorificazione dei quattro pontefici delle famiglie Cybo e Pamphilj.

Il Palazzo Ducale di Massa rappresenta quindi un punto di riferimento culturale di notevole importanza per la città. Al suo interno, diversi ambienti ne testimoniano la storia e la multifunzionalità. Tra gli spazi più significativi, oltre al salone degli Svizzeri, si trovano il Salone della Resistenza e il Salone degli Stucchi, caratterizzati da decorazioni che riflettono l’eleganza dell’architettura barocca d’epoca. Testimonianza dell’importante passato del palazzo è anche la Cappella Ducale, decorata con affreschi di Carlo Pellegrini sulla volta e arricchita da un bassorilievo marmoreo raffigurante la Natività sull’altare. Anche l’Alcova Ducale, eseguita da Alessandro Bergamini tra il 1695 e il 1696 con la sua storia e i suoi dettagli artistici, costituisce una prova delle tradizioni artistiche della corte. Al suo interno il palazzo ospitava oltre a ciò il Teatro Ducale, che ha contribuito ad aggiungere ulteriore prestigio e raffinatezza alla residenza ducale. Ad oggi gli spazi non sono accessibili al pubblico in quanto il Palazzo ospita parte degli uffici della Prefettura e della provincia.

Piazza Mercurio

La Piazza affonda le sue radici nel periodo medievale, quando Massa cominciava a emergere come un importante insediamento urbano ai piedi del castello. Tuttavia, già in epoca romana, l’area ospitava un complesso di fornaci per la produzione di anfore e materiali da costruzione, scoperto nel 2012. In origine nota come Piazza del Pozzo, l’area era destinata al mercato. Nel 1556, il pozzo fu trasformato in una fontana e nel 1771 una colonna con la statua di Mercurio fu eretta sopra di essa, conferendo alla piazza il suo nome attuale. Risale tuttavia al Cinquecento l’assetto attuale della piazza, dovuto alla creazione della “Massa Nova” voluta da Alberico I Cybo-Malaspina. Fu il principe a dedicare la piazza al dio pagano Mercurio, simbolo di commercio e scambio, e fu lui a farvi costruire la fontana: una grande vasca circolare alimentata da due cannelle, sormontata dalla statua di Mercurio. La fontana subì diverse modifiche nel tempo, soprattutto dopo il terremoto del 1770, che portò all’aggiunta di una colonna in marmo sormontata dalla statua della divinità.

La piazza, situata lungo la medievale via Pademontana, è circondata da edifici storici che risalgono al XV secolo, successivamente modificati e ricostruiti. Ricordiamo il Palazzo Staffetti-Bourdillon, il Palazzo Colombini (attuale sede delle Biblioteca Civica di Massa), l’Oratorio di San Giovanni Decollato, costruito nel 1639 in stile barocco e al cui interno è conservata un’opera di Domenico Fiasella, e il portale marmoreo di Palazzo Manetti, decorato con le insegne familiari.

Museo Diocesano

Tra i vari edifici storici che Massa può vantare troviamo l’antico Palazzo Cadetti al cui interno è ospitato il museo Diocesano. Inizialmente destinato ai figli della famiglia Cybo-Malaspina il palazzo ha subito nel corso del tempo diverse modifiche, fino a cadere poi in degrado durante il periodo Napoleonico. Al termine di un lungo restauro negli anni Novanta, il palazzo divenne poi sede del Museo e dell’Archivio storico Diocesano. Oggi lo spazio, fondato dal vescovo Eugenio Binini, conserva diverse sezioni dedicate al Tesoro della Grande importanza viene data alle opere provenienti dalle chiese della diocesi. Tra le opere presenti si possono ammirare: il Trittico con la Madonna in trono col Bambino e santi della fine del XV secolo di Bernardino del Castelletto proveniente dall’altare della Cappella Vescovile; la Croce stazionale del XVII secolo attribuita a Gian Lorenzo Bernini; la Pietà marmorea del XVII secolo di Felice Palma e infine la Statua reliquiario del 1685, opera di Giovanni Vambrè.

Attraverso una selezione di opere d’arte, inclusi i dipinti degli artisti locali e arredi liturgici decorati, i visitatori possono esplorare le radici religiose della città. Le opere esposte non solo raccontano la storia delle chiese, ma anche le storie di chi ha contribuito a mantenerle nel corso dei secoli.

Duomo di Massa

La cattedrale di San Pietro Apostolo e San Francesco d’Assisi presenta una navata con tre campate e sei altari, un transetto sormontato da una volta a crociera e il presbiterio. Sulla destra della navata si trova la Cappella delle Stimmate mentre in corrispondenza del transetto, si trova la Cappella del SS. Sacramento. In passato dove oggi sorge l’attuale Duomo di Massa in via Dante Alighieri vi era una chiesa francescana costruita a metà del XV secolo per volontà di Taddea Pico Malaspina. A causa dei danni che la chiesa subì intorno al 1600, il santuario venne ricostruito su progetto della famiglia Cybo la quale dotò la struttura di decorazioni Seicentesche. I lavori di ricostruzione vennero affidati agli architetti Giovanni Francesco Bergamini e suo figlio Alessandro i quali ridisegnarono e arredarono l’area del presbiterio, creando un altare maggiore, concepito come una quinta scenografica. Furono realizzati inoltre due altari nel transetto, postazione delle tele raffiguranti l’Immacolata e la Trinità in gloria e santi ad opera di Luigi Garzi. Su iniziativa di Alberico II e con il sostegno del cardinale Alderano, nel 1687, fu realizzata, dietro l’altare destro del transetto, la nuova cappella Cybo-Malaspina che diventò un fastoso mausoleo di famiglia. Il progetto inizialmente affidato all’architetto Giovanni Francesco Bergamini passò poi all’architetto Domenico Martinelli, in quale ispirandosi agli stili più moderni di Roma, diede vita ad un’opera barocca con porte, tribune e una varietà di marmi policromi. L’altare della cappella era destinato ad ospitare un affresco della Madonna con il Bambino del Pinturicchio precedentemente situato nella cappella Cybo della basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

Oltre alla cappella Cybo, il duomo conserva la cripta della famiglia, posta sotto la cattedrale. Il sepolcreto infatti conserva le spoglie di Alberico I e diversi membri della famiglia, oltre a monumenti funebri del 1500 legati a Lorenzo Cybo ed Eleonora Malaspina. Successivamente, nel 1822 la chiesa venne consacrata a cattedrale e la cripta fu utilizzata per le spoglie dei vescovi di Massa.

Nel battistero è situata una fonte battesimale risalente al XV secolo, attribuita alla bottega dei Riccomanni e proveniente dalla demolita chiesa di San Pietro. Diverse le opere pittoriche e marmoree che si possono ammirare al suo interno. Ricordiamo l’Immacolata Concezione coi santi Gregorio Magno, Anselmo, Agostino e Girolamo (1684) di Luigi Garzi, l’Adorazione dei Magi (XVII secolo) di Giacomo Grandi e un dipinto della Scuola romana di Pietro da Cortona (XVII secolo) che ritrae la Madonna col Bambino tra i santi Margherita da Cortona, Vincenzo Ferrer, Maria Maddalena de’ Pazzi e Francesco Solano.

La Cappella delle Stigmate e quella del SS. Sacramento, insieme alla cripta e alla cappella Cybo contribuiscono alla ricchezza storica e religiosa del Duomo di Massa, rendendolo un luogo di culto e un importante punto di riferimento per la comunità cattolica della località.

Castello Malaspina

La fortezza del Castello Malaspina domina la città di Massa. Cconosciuta in tutta la riviera Apuana, sorge su un colle formato da rocce calcaree del periodo mesozoico. Le sue origini risalgono all’epoca medievale (intorno all’anno 1000 d.C.), periodo in cui, secondo alcuni i cenni scritti, si attesta l’investitura di Obizzo Malaspina come signore del castello. Il castello vide il susseguirsi di signori, di trasformazioni e ampliamenti che determionarono le diverse fasi di sviluppo dell’architettura fortificata. Castruccio Castracani, signore di Lucca, è probabilmente legato alla ricostruzione, nel 1315, della sezione più antica della rocca. La signoria dei Cybo-Malaspina portò ulteriori modifiche alla struttura. Dopo la metà del XVII secolo la fortezza modificò ancora il suo assetto per rispondere ad un uso prevalentemente militare mentre, nel il periodo dell’Unità d’Italia fino alla metà del Novecento divenne un carcere. All’interno del castello spicca per la sua bellezza e importanza il cortile rinascimentale. Il castello ha comunque conservato nel tempo alcuni elementi che testimoniano le sue origini medievali, come la torre mastio risalente al XI-XII secolo, situata nel punto più alto della collina.

Attualmente, il Castello Malaspina è sede degli uffici dell’Istituto per la Valorizzazione dei Castelli il quale preserva il castello stesso e contribuisce alla conservazione del patrimonio culturale e storico della regione.

Teatro Guglielmi

Subito dopo l’Unità d’Italia, la città di Massa iniziò a sentire la necessità di uno spazio dedicato alle rappresentazioni teatrali. Si pensava ad uno spazio più grande rispetto a quello già presente e che potesse accogliere più persone. Così, mosso dalla necessità dei cittadini, nel 1868 il Consiglio comunale diede il via alla costruzione del nuovo teatro dedicato al famoso compositore Pietro Alessandro Guglielmi, nato a Massa nel 1728. La direzione dei lavori venne affidata all’architetto Vincenzo Micheli di Firenze, divenuto famoso per la realizzazione del Teatro di Pisa, mentre la costruzione vera e propria fu affidata all’impresario edile Giovanni Taddei di Livorno. Furono così realizzati le mura, gli abbellimenti, un lampadario con 80 fiamme, le attrezzature, i scenari, i camerini e il famoso sipario, opera di Annibale Gatti, per una spesa totale di 190.000 Lire. A causa di questioni di natura tecnica e soprattutto finanziaria, la sua inaugurazione subì un ritardo di sei anni. Il teatro fu completato e inaugurato il 25 aprile 1886 con la messa in scena dell’opera Maria di Rohan di Gaetano Donizetti. Oggi il Teatro è parte del FAI (Fondo Ambiente Italiano), un’istituzione dedicata alla salvaguardia del patrimonio artistico, storico e naturale italiano.

Le località del territorio:

  • San Carlo Po’
  • Pariana
  • Altagnana
  • Canevara
  • Antona
  • Gronda
  • Casania
  • Resceto
  • Forno
  • Casette
  • Caglieglia
  • Barniana
  • Bergiola Maggiore

Bibliografia di riferimento: testi e informazioni tratte da visitrivieraapuana.it – wikipedia.org –  visittuscany.com